
LA DITTATURA PERFETTA AVRÀ SEMBIANZE DI DEMOCRAZIA
Qualche giorno fa la figlia di un mio paziente ha sentenziato: “Abbiamo deciso di sospendere le cure a mio padre perché sa, secondo noi …”. Il sottinteso era chiarissimo. Ho provato un grande dispiacere per il padre, ma soprattutto per la loro condizione, che definirei, di “finti liberi”.
Mi spiego meglio. Questo episodio mi ha fatto venire in mente una frase attribuita al filosofo inglese Aldous Huxley, morto nel 1953:
La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù
Huxley, in un suo libro intitolatoIl mondo nuovo, che trovate tra gli Oscar Mondadori, immagina la società moderna come una prigione senza muri, in cui i cittadini sono privati della loro libertà in modo così diabolico da non rendersene conto, arrivando a dubitare del valore della #scienza (e del metodo scientifico) e a non credere nel valore della #competenza.
Noi qui siamo liberi di scegliere come forse mai prima nella storia. Abbiamo la conoscenza a portata di click eppure ci lasciamo imprigionare dall’irrazionalità dell’ #antiscientismo.
Come sapete torno spesso sul tema del nuovo e complesso rapporto medico-paziente al tempo di #internet. Pongo e mi pongo molti interrogativi, ma credo che la risposta l’abbia data Huxley tempo fa e noi l’abbiamo sottovalutata.
Pensateci un attimo. Un attimo, riflettete, datevi tempo di elaborare, scambiate la tastiera con un momento di riflessione. Farete un ottimo affare.
